• Il Mio Salotto

Tornare bambina e provare stupore davanti alle opere scintillanti di Jeff Koons.

Aggiornamento: 2 mag

Non capita tutti i giorni di vedere la scimmia o il cane di palloncini che ti facevano alle feste di compleanno da bambina, in versione gigante e luccicante. Tanto grande da dover alzare lo sguardo in alto, come per un enorme scultura. Effettivamente si, sono proprio sculture luccicanti, come Balloon Monkey o Balloon Dog ad aprire la mostra "Shine" di Jeff Koons, ospitata a Palazzo Strozzi a Firenze fino allo scorso 30 gennaio. Ho avuto la possibilità di andarci e vi porterò con me.


Palazzo Strozzi - Firenze
Palazzo Strozzi - Firenze

È proprio la scimmia gigante di Jeff Koons che con i suoi 6 metri di lunghezza e le 5 tonnellate di peso, occupa il cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi e da il via alla mostra. La cosa bella di quest'opera e che si è trasformata anche in un’opera d’arte pubblica in quanto essendo all'ingresso, la si può vedere quante volte si vuole, facendo una passeggiata, o andando a gustarsi un caffè al bar del museo senza necessariamente acquistare il biglietto di ingresso.


Balloon Monkey - Jeff Koons


Dopo aver fatto il biglietto, come si entra, ecco lei, seduta con tutta la sua compostezza e la sua grazia, la "Seated Ballerina" (Ballerina seduta) e il "Sacred Heart" (cuore sacro) color magenta dorato. Entrambe le prime opere sono estremamente lucide, luminose e riflettenti ma soprattutto lucenti, così come le altre che seguiranno. Infatti Koons, dalla seconda metà degli anni '70 ad oggi, è famoso per utilizzare materiali con queste caratteristiche, in particolare la lucentezza (Shine), il bagliore, il riflesso e la luce emessa da un oggetto. È risaputo come le cose lucenti e scintillanti affascinino l'occhio e catturino l'attenzione. Una placca nella sala però spiega come la parola Shine in inglese derivi da quella tedesca Schein con lo stesso significato ma con in aggiunta il significato di "apparenza", ma l'apparenza é diversa dalla realtà e "sembrare" non è "essere", difatti si dice, "non é ciò che sembra".


"Seated Ballerina" (Ballerina seduta) e il "Sacred Heart" (cuore sacro) - Jeff Koons


Nel 1986, Koons produce le sue prime opere in acciaio inossidabile per la serie Luxury and Degradation e per dimostrare che quanto le apparenze possano ingannare, usa l'alcol come metafora. L'artista infatti realizza il suo Jim Beam - J.B. Turner Train, un treno formato da 7 carrozze in acciaio inossidabile contenente del bourbon. Il treno é lucente e scintillante e in genere le superfici dei beni di lusso e degli oggetti decorativi sono spesso riflettenti, ma l'acciaio usato è un materiale industriale e non un metallo prezioso tradizionale come il bronzo o l'argento, così come il bourbon è un alcolico normale acquistabile in qualunque negozio di liquori.


Jim Beam - J.B. Turner Train e Baccarat Crystal Set - Jeff Koons


Per me l'acciaio inossidabile è il materiale del proletario, è ciò di cui sono fatte le pentole e le padelle...questi oggetti non ambiscono a essere in un materiale davvero lussuoso. Le opere comunicano potere ed evitano il degrado. - Jeff Koons-

Lo stesso anno Koons comincia a lavorare alla successiva serie, Statuary dove realizza dieci sculture con stili diversi per definire la sua personale "visione panoramica della società" in cui viviamo. Le opere sono diverse tra loro ma il materiale utilizzato dà uniformità, cancellando il divario tra le classiche statue alte e oggetti decorativi.


Luiigi-XIV e Mermaid Troll - Jeff Koons


Il punto fondamentale di questa visione è stata rappresentata con una delle sue opere più famose e iconiche del XX secolo, il Rabbit (Coniglio). Quest'opera é davvero particolare in quanto racchiude e mostra al tempo stesso contraddizioni assolute essendo infantile ma iper-sessuale, animato ma senza vita, innocuo ma minaccioso, tangibile ma immateriale, invitante ma impassibile.


Rabbit - Jeff Koons
Rabbit - Jeff Koons

...e poi arriva lui, Balloon Dog, in acciaio inossidabile lucidato a specchio con verniciatura rossa trasparente, e scintillante come il resto delle opere. Questo cagnolino di oltre tre metri illude e ti da l'impressione di essere leggero, persino fragile, che possa scoppiare da un momento all'altro se qualche ospite della mostra ci prende contro; ma non è ne leggero ne fragile, e riflette tutto ciò che passa sulle sue sinuose forme. Sempre per il concetto dell'apparenza. Per realizzarlo Koons si è rivolto a una fonderia specializzata perché voleva riprodurre fedelmente le strette torsioni e le curve di un palloncino gonfiato da un clown a una festa. Incredibile è il contrasto tra esterno cosí liscio e levigato perfettamente e l'interno vuoto.

Koons è famoso infatti per la precisione maniacale quando ci sono di mezzo le sue sculture. Anche se non le realizza fisicamente, le segue in ogni momento, oltre ad idearle, e il processo di produzione è molto costoso, ricercatissimo e per niente semplice.


Ballon Dog - Jeff Koons


Koons continua anche successivamente a usare materiale comune e immagini popolari per creare altre sue opere, come Elephant, anch'esso da l'idea di essere un palloncino gonfiato ma invece è in acciaio lucidato a specchio con colori brillanti per catturare i riflessi dell'ambiente che lo circonda.


Elephant - Jeff Koons


Amando cosí tanto la lucentezza e i riflessi, cosa c'è di meglio di uno specchio? Uno strumento presente nella vita quotidiana di chiunque, diventato indispensabile, non mente mai, riflettendo l'ambiente circostante e se stessi in tempo reale. Koons inizia cosí a lavorare con gli specchi, posizionando oggetti come spugne, giochi gonfiabili intorno a vari specchi. Secondo Koons lo spettatore si sente più partecipe e coinvolto nelle opere perché può vedersi riflesso con gli oggetti, anche se a seconda della luce e di come si muove la persona, in un certo senso anche l'opera muta costantemente.



In una delle ultime sale, troviamo diverse statue che ricordano quelle classiche, e varie tele di quadri, tutte con un elemento comune, una Gazing Ball, che da il nome alla serie, ovvero una sfera blu altamente riflettente.

La gazing ball riflette il qui e ora, riflette te, lo spettatore. Quindi afferma la tua presenza mentre la rispecchia anche le opere d'arte, e in qualche modo questo ti permette di viaggiare nel tempo. -Jeff Koons-

È bello vedere la differenza tra le tele colorate con tante tonalità, scelte appositamente da Koons e al tempo stesso le sculture bianche candide prive di colore a parte il blu delle sfere.


Gazing Ball serie - Jeff Koons


Anche nell'ultima stanza, ci sono altre sculture che seguono lo stile e il filo conduttore della mostra, ricordando oggetti o personaggi fatti di palloncini gonfiati da un clown.

Mi ha colpito molto l'ultima statua rossa "Balloon Venus Lespugue", che mi ha ricordato La Venere di Willendorf, in tutta la sua morbidezza e abbondanza ma in versione palloncino. L'ho ammirata e fotografata da ogni angolo per quanto mi affascinava, con le sue forme e la sua lucentezza.

È veramente strabiliante come Jeff Koons abbia saputo ricreare cosí minuziosamente certi dettagli con un materiale come l'acciaio.


Balloon Venus Lespugue (Red) - Jeff Koons


Ho trovato la mostra decisamente immersiva e suggestiva.

Il paradosso che c'è dietro, forme apparentemente leggere e delicate realizzate invece con materiali pesanti lavorati in modo da renderli super riflettenti stravolgono la natura degli oggetti stessi.

Ho provato stupore, quasi non riuscendo a credere come quelle sculture potessero essere cosí grandi e pesanti. Ho provato gioia perché con quei colori cosí sgargianti e scintillanti ritrovati in oggetti quasi infantili come dei palloncini in versione gigante, mi sono ritrovata bambina, incantata a guardare queste imponenti sculture e a giocare e farmi foto riflessa in esse.


Anche se questa mostra é terminata, attualmente Palazzo Strozzi non ha mostre in corso ma dal prossimo 19 Marzo fino al 31 Luglio 2022 ci sará la mostra dedicata a Donatello - Il rinascimento mentre dal 22 settembre 2022 la Fondazione Palazzo Strozzi presenta una mostra personale dedicata al celebre artista internazionale Olafur Eliasson che è celebre per un’arte che riflette sull’idea di percezione e in cui lo spettatore è al centro dell’esperienza come protagonista attivo. Amo questo tipo di mostre, mi ci sento totalmente coinvolta e penso possa essere una nuova occasione per Il Mio Salotto di fare una capatina a Firenze.

Per le prossime mostre a Palazzo Strozzi, potete consultare il sito: https://www.palazzostrozzi.org/mostre-future/



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