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Messaggi infiniti, i simboli fluttuanti di Sebastien Dominici

Tempo fa vi ho parlato di una straordinaria artista Turca, le cui opere presentano un doppio messaggio: viste da lontano possono sembrare una semplice rappresentazione di un volto, se ci avviciniamo invece, scopriamo tutt’altro. L’artista di cui vi parlo oggi racchiude nelle sue opere un concetto simile, seppur con stile e tecniche completamente differenti. I suoi quadri presentano un impatto immediato, anche molto forte, un messaggio chiaro. Ma se ci avviciniamo, scopriamo un mondo, una costellazione di simboli grafici in cui perdersi a lungo, alla ricerca di nuovi significati, in un quadro che diventa quasi un libro, o un enigma.



L’artista in questione è Sebastien Dominici, Francese, nato nel 1978 a Bastia, città dove tutt’ora vive e lavora. Ad avvicinarlo all’arte è stata la sua passione pionieristica per il surf e la sua cultura, iniziando a personalizzare graficamente, con successo, tavole da surf prodotte da un suo amico (JVB Surfboards). Il successo delle sue grafiche lo ha convinto a spostare i suoi messaggi su tela, e presto diverse gallerie d’arte francesi gli hanno dato spazio. Un altro supporto per cui è molto noto sono le tavole da skateboard, altro sport di cui è praticante.


La passione per il surf lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo, e un animo sensibile e aperto come il suo non può non impregnarsi di culture, linguaggi, simboli, lotte, impegno sociale. Il suo stile presenta elementi della cultura pop, hurban, streetart, punk. I suoi messaggi vogliono porre l’attenzione su problemi globali, ingiustizie, aspetti sociali e questioni contemporanee.

Per la realizzazione delle sue opere utilizza moltissimi mezzi diversi: pennarelli, matite, collage, colori acrilici, tutti distribuiti su diversi strati coperti di resina, come se l’opera finale fosse il risultato della sedimentazione di diverse influenze e stati d’animo.


Le sue opere presentano appunto due livelli: il primo messaggio è chiaro e immediato, il soggetto principale è protagonista dello spazio e di grande impatto. Ma già da lontano vediamo che il quadro è “pieno”, il soggetto galleggia su uno sfondo di piccoli elementi, e man mano che ci avviciniamo all’opera iniziamo a scoprirli. Quindi ci troviamo davanti ad un’immensità di simboli grafici, frecce, scritte, elementi stilizzati, dal tratto semplice e quasi “infantile”, che sono il vero tratto distintivo di Dominici. La grandezza, a mio parere, sta nella perfetta “armonia disordinata” che questi sotto-elementi riescono a creare con il soggetto principale. Sembra di osservare una parete di geroglifici, o una pagina di appunti presi velocemente. A me vengono in mente anche quei disegni apparentemente senza senso, ma assolutamente liberi, che facciamo quando siamo sovrappensiero, quando siamo al telefono, o ci stiamo annoiando.


Ma qui siamo ad un livello superiore, ogni singolo simbolo presente sul quadro ha un significato, è parte del messaggio globale o è messaggio a sé stante. Sebastien vuole farci perdere di fronte ai suoi quadri, vuole che continuiamo a scoprirli, in un’emozione artistica che non si esaurisce mai. Lui stesso dichiara che non ama l’impatto diretto ed essenziale, vuole che l’osservatore possa scoprire e interessarsi ai suoi lavori per lungo tempo, un quadro che diventa un manifesto.

Quindi andatevi a perdere nelle opere di Sebastien, andate a decifrare i suoi simboli. Ma non aspettate di trovarli tutti per tornare, potrebbe volerci molto tempo.



Fonte immagini: https://www.acid-gallery.com/ , https://www.artsper.com/us/ , https://www.instagram.com/sebastien.dominici/



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