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La forza del gesto. I "Pennelli bloccati" di Jean Paul Donadini

Oggi vi torno a parlare di stupore, di un artista che mi ha recentemente colpito, mi ha catturato al primo sguardo che ho posato su una sua opera. Ho parlato in passato di genialità, per descrivere artisti che riescono a stupire l’osservatore attraverso la semplicità: sia essa racchiusa nelle figure disegnate o nei mezzi per realizzarle. In questo caso troviamo semplicità di entrambi questi elementi, che uniti ad una grande creatività, tecnica, utilizzo del colore e umorismo, portano ad opere decisamente particolari, che non possono non affascinare. Parliamo dei “Brosses Arrétées” (Pennelli bloccati) di Jean Paul Donadini.



Jean Paul Donadini è nato a Troyes, in Francia, nel 1951. Di origini Italiane, si è diplomato alla scuola nazionale di belle arti di Nancy nel 1973, e alla scuola di belle arti di Parigi nel 1796. Proprio a Parigi si trasferisce, in particolare nello storico quartiere di Montmartre, epicentro mondiale di creatività, cultura e arte. Collabora con moltissimi artisti, tra cui Salvador Dalì, e negli anni si afferma come uno dei principali esponenti della Glamour Art (o Glam’art). Ad oggi vanta numerosissime esposizioni, letteralmente in ogni angolo del mondo: Istanbul, Miami, New York, Londra, Hong Kong, Parigi.

Tra le tante opere della sua lunga carriera spicca soprattutto questa serie dei Pennelli Bloccati, o “Brosses Arrétées”. Uno dei concetti fondamentali della sua produzione è racchiuso nella sua dichiarazione:

"J'aime l'idée d'une surface plate qui devient dynamique"

Ossia: amo l’idea di una superficie piana che diventa dinamica. Ed il quadro, la tela, è per definizione una superficie piana. Donadini riesce a ravvivarla, scuoterla, muoverla, oltrepassarla, come possiamo vedere in queste opere:



A mio parere, questo concetto di “divenire dinamica” trova nei Pennelli Bloccati la sua massima espressione, perché è lo stesso pennello, il tratto stesso dell’autore, che vìola e increspa la superficie, rendendo la tela una superficie viva, con difetti, caratteristiche, tensioni. L’elemento essenziale del gesto artistico, la passata del pennello, rende arte la semplice tela bianca, che sarebbe altrimenti destinata ad accogliere e supportare l’opera, sparendo sotto di essa, fino a non essere nemmeno considerata.

In altri esempi la forza trascinante del blocco del pennello è così forte, da andare anche oltre la tela, mostrando il telaio di legno che la sorregge, facendo fare un ulteriore passo in avanti ad un elemento tanto essenziale quanto dato per scontato.



Nella serie possiamo poi trovare non solo i pennelli, ma anche altri strumenti basilari del pittore, quali le spatole e le tavolozze. Quello che colpisce, oltre allo shock dello snaturamento della tela, è l’essenziale e potente impatto cromatico. Quasi sempre troviamo un contrasto monocromatico tra tratto e tela, a volte invece sfumature, tratti multicolore, o tele che hanno trame classiche disegnate sopra, come fossero tende o porcellane. Ma l’effetto sull’osservatore è sempre dirompente, e ci riporta ad un altro concetto che lo stesso artista evidenzia:


"Le peintre dispose par définition d'un moyen d'expression qui n'est pas la parole, c'est un grand muet qui s'exprime par geste colorés"

Il pittore possiede, per definizione, un mezzo d’espressione che non è la parola, egli è un grande muto che si esprime a gesti colorati.



Tantissimi significati si possono trovare in queste opere, diversi messaggi o interpretazioni, lo svelamento dell’essenza dei quadri, dell’arte stessa, la potenza del messaggio pittorico, del colore, e così via. Lo stesso autore ha detto di preferire il fatto che ognuno veda ciò che vuole nelle sue opere, e questo secondo me è un grande messaggio. Io ad esempio, resto incantato di fronte a queste espressioni estetiche, e se rifletto, posso solo dire che provo una semplice ma forte attrazione per esse. E così deve essere, ognuno trova la bellezza in modo inaspettato, e quando la si avverte, non c’è bisogno di spiegarla o giustificarla.


Fonte immagini: https://www.jeanpauldonadini.com






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