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L’arte secondo “la generazione digitale”

Aggiornamento: 5 giorni fa

La nuova generazione viene considerata la “generazione digitale”, dove tutto è a portata di click o di un tocco sullo schermo del cellulare; e in quest’epoca virtuale, dove i legami reali e le relazioni affettive sono diventate sempre più finte e digitali affievolendosi, si sente ancora di più il bisogno di instaurare reali relazioni affettive, susseguite da emozioni, stupore, meraviglia ed estasi. Sono sentimenti che spesso si provano davanti a un’opera di qualcuno che è vissuto secoli prima di noi e che ha voluto raccontarci qualcosa attraverso i suoi occhi, e purtroppo sono quasi estranei nei giovani d’oggi. Vien da chiedersi, se uno dei motivi per cui l’arte non fa più così presa nei giovani di oggi, sia perchè non esiste più in essa la capacità di stupire oppure se sia il giovane pubblico ad aver perso tale capacità. Tutto è a portata di mano, dall’informazione, alla cultura, al divertimento e così all’arte. Se da un lato è positivo perché la rete è diventata una “vetrina” per chi vuole proporsi, dall’altro si riscontra talvolta una scarsa e poco seria conoscenza di chi è all’interno del circuito. I giovani delle superiori hanno dimostrato inoltre una scarsa conoscenza degli artisti contemporanei, non ricordandone il nome o le opere, nonostante la rete offra un’ abbondante possibilità di informarsi. L’allontanarsi poi sempre di più da un’arte considerata più “classica” sembra che abbia reso l’arte più “vaga e libera” a tal punto da creare difficoltà nei giovani d’oggi di comprendere ed emettere un giudizio su qualcosa che non riesce veramente a capire. Il primo approccio gli studenti lo hanno all’interno del percorso scolastico, ma l’arte non basta solamente studiarla, bisogna capirla e bisognerebbe avere alcuni strumenti per interpretarla. Bisognerebbe portare loro a una galleria d’arte moderna o contemporanea per vedere e suscitarne eventuali emozioni o interesse, ma temo non basti.

Ninfee monet
Ninfee di Monet

Inoltre c’è il giudizio che l’arte moderna essendo più accessibile da parte di un vasto numero di artisti o pseudo-artisti e non più legata per forza a capacità tecniche, sia vista come banale e che le opere non siano vere e proprie opere d’arte ma scelte logiche di mercato. È anche importante dire che fortunatamente l’arte oggi ha tantissime e molteplici interpretazioni e in base a ognuno di noi e alla nostra percezione può assumere un significato diverso. È un’arte che si muove e muta continuamente, così come la nostra società che si evolve e cambia molto più velocemente che in passato. Per questi motivi è anche difficile se non impossibile circoscriverla come si faceva in passato in una determinata corrente o categoria.


Come diceva Keith Harng: L’arte vive attraverso l’immaginazione di chi la osserva. Senza questo contatto, non c’è arte.

Se da un lato comunque c’è questo giudizio “vago e libero” associato all’arte moderna e contemporanea, da un sondaggio effettuato è emerso che al 79% dei ragazzi, l’arte interessa e considerano tutto come arte, perché presente in ogni cosa, è manifestazione della vita e tra loro il 63% predilige quella moderna e il restante 37% quella antica, forse proprio perché nonostante quella vaghezza e libertà, il linguaggio è più semplice, comprensibile e diretto. Ovviamente nell’epoca del digitale non può mancare anche l’acquisto online di opere d’arte, che negli ultimi 5/6 anni è cresciuto notevolmente con ottime previsioni per il futuro. L’aspetto più interessante che emerge dalle informazioni in rete è che il 91% di chi compra arte nel web lo fa attraverso le piattaforme online di gallerie – praticamente inesistenti in Italia – e case d’asta. Di questo 91%, poco più della metà preferisce però ancora acquistare negli spazi fisici. In crescita anche l’acquisto da parte di collezionisti che cominciano a preferire il canale online. Questo dimostra che anche questo settore che fino a poco tempo fa aveva parecchie resistenze, sta optando per l’e-commerce. E online si compra di tutto: Dipinti (62% degli intervistati), Sculture (22%), Fotografia (35%), Disegni (31%), Grafica (53%) e New Media (10%). Sempre di più quindi sono gli artisti che si promuovono sui social, in particolar modo Facebook al primo posto e Instagram subito dopo. Ovviamente se ci sono molti PRO di acquistare online opere d’arte, tra cui la convenienza, la semplicità, la possibilità di scoprire nuovi artisti e l’offerta più ampia di espressioni artistiche, bisogna anche considerare i CONTRO che non sono da meno. Basti considerare l’impossibilità di poter vedere dal vivo l’opera e quindi il rischio che sia diversa da come la si vede online; l’incertezza dell’autenticità (si sa, online è più facile essere truffati) e per ultimo i dubbi sulla reputazione delle piattaforme (la provenienza nel curriculum di un’opera è molto importante).

Come diceva Picasso: L’arte è una menzogna che ci consente di riconoscere la verità.

ILARIA PUDDU




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