• Il Mio Salotto

Intervista all'artista amante della natura e del mare: Elisa Baldissera

Aggiornamento: 23 ott

1- Ciao Elisa, raccontaci chi sei, come nasce la tua arte, a cosa si ispira:


Sono una persona a cui piace viaggiare con l'immaginazione, sperimentare con le tecniche e i materiali, sporcarsi le mani e creare caos. Amo immensamente osservare e vivere la natura ed è lei la mia più grande fonte di ispirazione. Non mi piace molto dovermi descrivere: esprimersi con le parole è estremamente difficile per me.


2- Noto che c'è la figura ricorrente della donna nelle tue opere con sempre qualcosa sul capezzolo: conchiglie, coralli…ce ne vuoi parlare?


La figura femminile è presente esclusivamente nella serie "figlia del mare". Si tratta di piccole opere, autoritratti, dove il mio corpo si fonde con frammenti marini. Vi invito a leggere la poesia di Luca Gamberini, che riesce a cogliere l'essenza di questi collages.

"Ho bisogno che tu emerga

come una figlia del mare

un'alga la tua rosa vulva

l'amplesso perlaceo degli

abissi frammenti di echi

di conchiglia i capezzoli

diretti ad un mare lontano

lunare ondoso scontroso

questo modellare la matita

sul tuo corpo che è il mio".



3- La tua serie “Petroleum” è di grande impatto visivo, soprattutto per l’aspetto nero lucido. Che tecniche utilizzi per questo effetto?


La resina epossidica è il materiale con cui creo l'effetto lucido/bagnato. È un bicomponente chimico che mi consente anche di assemblare diversi materiali fra loro e nel suo aspetto è identico all'acqua, elemento primordiale e matrice di vita.





4- Le opere “Petroleum” possono essere viste come una sensibilizzazione al tema dell’inquinamento marino?


Certo. La serie l'ho cominciata nel 2015 in concomitanza con il referendum abrogativo sulle piattaforme petrolifere in Italia. L'inquinamento ambientale e lo sfruttamento delle risorse sono i temi che mi preoccupano di più.



5- Sempre in questa serie hai usato molti materiali diversi: tubi in metallo, in plastica, parti che sembrano conchiglie. Puoi spiegarci la scelta di questi oggetti?


Inizialmente Petroleum era una serie di monotipi calcografici raffiguranti piattaforme petrolifere che "incorniciavo" all'interno di piccole latte di tonno dipinte di nero.

Orizzonti immaginari di un futuro incerto dove la forza del mare si scontra con l'oscurità del genere umano e delle sue azioni. Negli anni ho immaginato che il petrolio si espandesse, si spostasse, fuoriuscisse e così ho iniziato a creare "sculture" di oggetti assemblati dove il nero dilaga inglobando tutto ciò che tocca. È così che ho introdotto tubi in PVC, binocoli, lenti di ingrandimento, sassi, frammenti marini e tutto ciò che mi aiutava a comunicare la paura di un qualcosa che sta arrivando e non riusciamo a fermare.


6- Vediamo che spazi da “classici” quadri a realizzazioni tridimensionali, rilievi e modellazione di oggetti, a volte integrando il tutto, come nell’opera “il varco” che ci è piaciuta molto. In questo senso, nell’utilizzo di oggetti, ti poni limiti? O hai dei “generi” di oggetti che ti danno buone ispirazioni?


Non mi pongo nessun limite, penso che l'arte non debba mai farlo. Finora sono sempre stata attratta da oggetti antichi come binocoli, obló, lanterne, scafandri, vecchie cornici, specchi rotti e qualsiasi oggetto che abbia già un suo vissuto. Un po' come nel dada-surrealismo subisco il fascino dell'objet trouvè: sia esso un manufatto industriale o un reperto naturalistico, una volta sottratto alla sua funzione o al suo ambiente naturale, apre nuove finestre sui mari della psiche.

Mi piace anche collezionare materiali di scarto come le latte di tonno o di legumi, i barili di benzina, e ultimamente le bustine di tè e tisane. Da anni sogno anche di trovare sul mio cammino un termosifone in stile liberty per un progetto che non riesco a togliermi dalla testa.



7- Come detto in precedenza, utilizzi spesso elementi marini come conchiglie o simili, geniale l’utilizzo del riccio di mare come iride ne “l’occhio del mare”. È chiaro il tuo forte legame con questo elemento. Vuoi dirci qualcosa?


Citando Baudelaire:

…uomo libero tu amerai sempre il mare,

Il mare è il tuo specchio:

tu contempli la tua anima

nell'infinito svolgersi della sua onda.

E il tuo spirito non è un abisso meno amaro…



8- Hai alcuni progetti futuri a cui stai lavorando, ispirazioni, nuove sfide che vuoi condividere con i lettori de Il Mio Salotto?


Da maggio a settembre compresi mi sono presa una lunga pausa, la più lunga di sempre. Sto lentamente ritrovando la giusta energia per ricominciare.

Attualmente sono in fase di sperimentazione: provo a mettere insieme fotografie, bustine di tisane e resina ma non so ancora se ne uscirà qualcosa di buono. Sono solo all'inizio.


Per vedere altre opere dell'artista, seguite la sua pagina Instagram: @elisa_baldissera




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