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Il marmo trasparente delle statue velate

Se avete letto alcuni dei miei articoli precedenti, vi sarà chiaro come le mie preferenze artistiche siano orientate verso forme moderne, inusuali ed astratte. Non amo l'arte classica, il realismo o l'arte Sacra. A volte però ci troviamo davanti a delle opere la cui bellezza va oltre il soggetto rappresentato, opere la cui difficoltà realizzativa e la conseguente abilità dell'artista, ci fanno veramente pensare a qualcosa di incredibile. Di fronte a tale eccezionalità ci dobbiamo necessariamente fermare ad ammirare la realizzazione, magari anche solo di un dettaglio, completamente rapiti e affascinati.

Ho recentemente "subito" questo effetto quando ho visto questa scultura:



Si tratta della Vergine Velata, scolpita da Giovanni Strazza nel 1854, e adesso conservata nel convento delle Presentation Sisters nella città di Saint John's, Terranova, Canada.


Sono abituato a vedere tessuti scolpiti in marmo, vesti, mantelli, o gli stessi capelli dei soggetti raffigurati, sono tutti esempi di oggetti "morbidi" e fluidi che gli scultori riescono a replicare con la pietra. Ma qui, a mio parere, abbiamo davanti qualcosa di molto più complesso. In questa statua il tessuto è così sottile, un velo appunto, che lascia trasparire l'intera figura che copre, è visibile solo nelle pieghe che alterano i lineamenti del viso della Vergine, è come se fosse trasparente.

Pensare che è tutto ottenuto da un blocco unico di pietra è per me sconvolgente, pensate che profondità di idea deve avere l'autore quando inizia a scolpire la pietra, dovendo far affiorare dal blocco iniziale non solo un velo, ma anche la figura che ne è coperta.


Le sculture velate hanno visto la loro massima espressione tra XVIII e XIX secolo, l'esempio certamente più famoso è Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, realizzato nel 1753 e conservato nella cappella Sansevero di Napoli. Nello stesso luogo è possibile ammirare un altro capolavoro di questo genere: La Pudicizia velata, opera di Antonio Corradini, vero maestro di questa tecnica, autore anche della Dama velata e della Vestale Tuccia, altri esempi di veli resi impalpabili da una maestria fuori dal comune.


Da sinistra: il volto del Cristo velato, la Vestale Tuccia, la Pudicizia velata


Non solo opere datate: nel 2019 infatti, lo scultore Jago (Jacopo Cardillo) ha realizzato l'opera Figlio velato, ispirata al Cristo di Sanmartino, ritrae un bambino coperto dal velo, è divenuta oggi simbolo di speranza e rinascita. Realizzata a New York è attualmente a Napoli, nella chiesa di San Severo fuori le mura, nel rione Sanità.


In tutte queste opere il marmo diventa un sottilissimo e leggero velo, si può andare oltre? Forse si, è il caso dell'opera Disinganno di Francesco Queirolo, dove il marmo si trasforma addirittura in una contorta rete, che simboleggia il peccato, da cui il protagonista sfugge. Anche questa si trova nella cappella Sansevero di Napoli, che rappresenta quindi una tappa obbligata per poter farsi ammaliare da queste statue uniche.



Come vedete, per quanto distante dal personale gusto, l'arte riesce sempre ad emozionare e impressionare, e ci insegna a essere sempre attenti e curiosi osservatori.





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