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Giuseppe Veneziano e le sue "True Stories"

La settimana scorsa, prima che terminasse, sono stata in via San Felice, nel cuore della Bologna antica, a due passi dalle due Torri e da Piazza Maggiore, precisamente nel quattrocentesco Palazzo Pallavicini. Tra affreschi e ornamenti, le varie sale del palazzo hanno ospitato dal 16 giugno al 18 settembre, le opere protagoniste della mostra “True Stories” del pittore siciliano molto discusso al momento, Giuseppe Veneziano.

Ho avuto la fortuna di incontrare anche l’artista che ci ha raccontato di alcune delle opere esposte.


C’è chi lo odia e chi lo ama. Veneziano, ripropone quadri e opere della storia dell’arte che tutti noi conosciamo e col suo tocco inconfondibile, gioca e reinventa l’arte del passato riproponendola in versione moderna e con uno stile pop. L’artista affronta temi sensibili come la politica, il sesso e la religione ritraendo sulle sue tele personalità storiche, celebrità del presente, icone del cinema ma anche personaggi dei fumetti e dei cartoni animati.


Durante la visita balza all’occhio quanto la cultura popolare e quella alta convivano e si scontrino in ogni opera, rivelando e mostrando attraverso appunto “storie vere” (da qui il titolo “true stories”) le tante contraddizioni della realtà contemporanea che ci circonda.


Falsi miti, politica, e argomenti tabù come il sesso e l’autoerotismo, vengono messi a nudo in modo ironico, sarcastico, provocatorio e divertente che è impossibile non riuscire a strappare un sorriso davanti ad alcune tele, e ai titoli dati ad esse, nonostante alcuni temi delicati.



Veneziano ci ha parlato di questo quadro, il più discusso ma anche il più bello per lui. Qui viene rappresentato il rapporto tra politica e religione.

L‘opera è intitolata "la Madonna del terzo Reich”, che ricorda subito quadri di fine 400 rappresentanti “La Vergine ed il Bambino” e siamo sorpresi dalla presenza del dittatore della Germania Nazista, Hitler in versione bambino con i suoi inconfondibili baffi. Qui Giuseppe Veneziano avvicina la religione cristiana al nazismo come per identificarlo ad una specie di spiritualità. Giuseppe Veneziano attraverso quest’opera cerca di scioccare la gente.

Secondo Giuseppe Veneziano infatti:


“Se l’arte non può cambiare il mondo, almeno provi a scuotere le coscienze”.

Il Covid e il lockdown non potevano mancare tra le sue opere; infatti, troviamo diverse tele che riprendono i famosi classici del rinascimento dove i soggetti indossano o tengono in mano le tanto protagoniste di questi anni, mascherine come la Venere di Botticelli o un Joker, solo e triste in casa durante il lockdown.



Come scritto precedentemente, il sesso, l’autoerotismo e il sexting non mancano tra le opere di Veneziano e vengono mostrate senza troppo pudore nelle sue tele, ma non disturbano ne offendono (non tutti perlomeno), anzi fanno sorridere in quanto vediamo personaggi dei cartoni animati e fumetti o di quadri famosi, allietarsi in uno dei piaceri della vita. Vediamo infatti Biancaneve scattarsi dei selfies intimi, così come la ragazza con l’orecchino di perla. Troviamo Wonder Woman in atti di autoerotismo, Dante insieme a una nuda Beatrice, o Marge dei Simpsons completamente senza veli in posa e molti altri.



Ovviamente abbiamo opere anche meno provocanti ma comunque di effetto e ironiche come “L’ultima cena” che viene ribattezzata “L’ultimo Selfie” dove Gesù Cristo si raccoglie insieme ai dodici apostoli intenti tutti a farsi dei selfie con i propri smartphone. O uno abbastanza discusso ma per me bellissimo, dove il Papa viene raffigurato facendo surf. Non può mancare Dante Alighieri mentre scrive la sua Divina Commedia con un Mac, dal titolo “dantealighieri@virgilio.it.

Il risultato è un insieme di opere in cui tutto convive, passato, presente e futuro coincidono e ogni distanza si accorcia inesorabilmente.



Veneziano, infine, ci ha portato in un’altra stanza in cui ci ha parlato di crypto NFT, di cui abbiamo parlato anche sul nostro sito QUI.

L’ NFT (non-fungible token) è un sistema crittografico che consente di fornire prove di autenticità e proprietà dell’Arte digitale.

Gli NFT di Giuseppe Veneziano vengono trasformati in breve sequenze animate a cui vengono aggiunti suoni e rumori.



Lo sparo della pistola con cui Biancaneve fa fuori i sette nani o dove Topolino e Pippo sparano come i due protagonisti del film Pulp Fiction di Quentin Tarantino aggiungono elementi a quella che prima era una storia rappresentata solo da un dipinto, fermo e isolato. Veneziano poi si diverte con giochi di parole con le immagini e il titolo come l’animazione di Cappuccetto Rosso e il Lupo cattivo che le pratica sesso orale intitolato “in bocca al lupo”.



Amato, apprezzato, odiato, criticato, polemizzato e discusso, Giuseppe Veneziano è sicuramente un artista ironico e sarcastico e col suo modo di riproporre e reinventare le opere senza nessuna violenza, cerca di avvicinare le persone all’arte e rendere popolari immagini che diversamente resterebbero lontane dalla sensibilità delle persone.










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