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Dentro il mondo eccentrico e surrealista di Dalì: Visita alla mostra Inside Dalí

In genere preferisco vedere dal vivo le opere degli artisti che amo. In particolare dei pittori, se hanno dipinto una tela, mi commuovo di fronte all’opera originale appesa al muro della galleria o museo che la sta esponendo.

Pensare quindi di vedere le opere semplicemente proiettate su delle pareti, mi lasciava perplessa. Negli ultimi anni però ho avuto modo di visitare diverse mostre di questo tipo, con installazioni luminose e proiezioni sui muri, delle opere più famose dell’artista soggetto della mostra, con sottofondi musicali.

Dal tormentato, eccentrico, folle, visionario e geniale Vincent Van Gogh, a uno dei fondatori dell'impressionismo francese e certamente il più coerente e prolifico del movimento, Claude Monet, ora è stato il turno di Salvador Dalí, pittore surrealista ma anche scrittore, designer, scultore, sceneggiatore, e pensatore, un personaggio poliedrico con un carattere eccentrico molto particolare. Tanto particolare che spesso i suoi modi eccentrici hanno in alcuni casi catturato l'attenzione più delle sue opere.



Il suo lavoro, ispirato dal mondo inconscio è possibile ammirarlo ovunque nel mondo, anche se il patrimonio maggiore delle sue opere si trova nella sua cittá natale, al Teatro Museo Dalí di Figueres, alla Casa Museo Salvador Dalí di Portlligat e alla Casa Museo Castell Gala Dalí di Púbol.


A Firenze, alla Cattedrale dell’Immagine, si sta tenendo una mostra interattiva dedicata alla sua vita e ai suoi lavori, Inside Dalí ed io ho avuto il piacere di andarci, amo Firenze e amo Dalí, e se posso mettere le due cose insieme, per me è la combo perfetta e non potevo lasciarmi sfuggire un’occasione del genere.


Questo tipo di mostre, dove l’arte diventa digitale, vengono chiamate immersive proprio per far immergere lo spettatore non solo nell’arte dell’artista ma in tutto il suo mondo a 360 gradi, avendo un’esperienza multisensoriale.


La parte immersiva è preceduta da una tipica ampia area museale, dove le persone possono conoscere meglio Dalí sotto ogni suo aspetto, imparando e ammirando anche alcune opere meno conosciute.

In quest’area, si possono vedere i dischi da lui prodotti, i suoi libri, i film, le sue sculture, illustrazioni e persino una campagna pubblicitaria per le ferrovie francesi e alcuni ritratti fotografici dell’artista in quanto egli amava la fotografia e adorava farsi fotografare.



Si perché Salvador Dalí, per tutta la vita bramó il successo e coltivó con cura e dedizione la propria immagine di celebritá, il suo obiettivo infatti era che il suo genio venisse riconosciuto da tutti ed investiva ogni suo sforzo intellettuale ed artistico in questo.


Nella seconda sala, quella che ho preferito, si è all'interno della chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte, nei pressi del Ponte Vecchio, ed è uno dei capolavori sconosciuti del patrimonio architettonico fiorentino.

Una volta dentro, non sembra piú di essere dentro una chiesa, ma si viene catapultati dentro la mente e l’arte di Dalí secondo la sua visione.


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Una proiezioni delle sue opere più famose di circa 35 minuti con musiche di sottofondo, vi farà letteralmente immergere in dipinti come “la persistenza della memoria”, o “Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio”, sembrando di esserci dentro. Ogni parete, persino l’altare della chiesa diventano come tele per dar vita ai suoi dipinti in più dimensioni. Io mi sono letteralmente sdraiata a terra appoggiando la testa sul mio zainetto, per rilassarmi e gustarmi ogni immagine che mi passava davanti agli occhi. Ne vale la pena.



L’ultima stanza, una chicca, è la stanza degli specchi, dove vengono anche qui proiettati alcuni quadri come “ragazza alla finestra” ma che con le tecnologie digitali, i giochi di luce e riflessi dati dai tanti specchi, ci fa sembrare di essere in una situazione surreale e assurda, com’era quest’uomo dai lunghi e sottili baffi all'insù e di diventare noi stessi il centro della sua pittura, della sua arte.


Per chi fosse interessato ad andare a vedere la mostra, c'é una bella notizia. Doveva essere già conclusa ma ed è stata prorogata fino a lunedì 25 aprile! Secondo me vale la pena fare un salto a Firenze, farsi un giro per la splendida città e approfittare per vedere la mostra e rilassarsi ammirando i quadri di questo genio indiscusso, con dolci melodie che accompagneranno questo viaggio interattivo.





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