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Corde, chiodi e genialità: i "ciclotramas" di Janaina Mello Landini

Nei miei articoli cerco sempre di mostrare lati dell'arte insoliti o non convenzionali, manifestazioni estetiche che si discostano dalle classiche applicazioni pittoriche e simili. Perché tutto alla fine può essere in un certo modo "artistico" agli occhi di un osservatore che viene catturato, affascinato, coinvolto. Parlo spesso di stupore, del fascino stesso dello stupore, e penso che sia proprio questo che ci fa affermare che chi ha realizzato una certa opera sia un artista, il momento in cui, di fronte ad un'espressione fisica di creatività, veniamo colpiti, ci fermiamo a guardare, contemplare, e rimaniamo affascinati ed increduli, innamorati e riconoscenti di fronte a chi è riuscito a realizzare tale opera.


A livello personale adoro l'arte astratta, l'arte contemporanea, opere che non rappresentano o riproducono qualcosa di specifico o di reale, come quella della nosta Karin Baedeker, ammira le suo opere qui.

Mi piacciono le rappresentazioni che permettono agli osservatori di spaziare, di vedere nell'opera quello che riescono a immaginare o sognare. Resto ancor più affascinato e sorpreso quando questo stupore viene creato utilizzando mezzi semplici, perché per emozionare con un oggetto semplice, comune, ci vuole genialità.


Voglio quindi presentarvi la genialità dell'artista brasiliana Janaina Mello Landini e delle sue opere "ciclotrama". Date un'occhiata al sito e alla sua pagina Instagram @janainamello.


Ciclotrama 115 "writing"


Sono stato folgorato a prima vista da queste opere che contengono, sostanzialmente, soltanto una corda. Una grossa corda, e migliaia di chiodi, e la visione geniale di chi ha trasformato questi elementi in opere struggenti.


La definizione "ciclotrama" è una parola coniata dalla stessa artista, per rappresentare la ciclicità delle forme che si ripetono nelle sue installazioni, e la trama, che richiama l'origine tessile dei lavori. Le sue opere partono appunto da una corda, che viene man mano sciolta, svolta passo passo in intrecci sempre più fini, fino ad arrivare al singolo filamento, che viene fissato alla parte o alla tela con un chiodo.

Questo porta alla creazione di forme molto particolari, sia che le diramazioni vengano sviluppate su un solo piano, sia nello spazio. I singoli fili terminali sono sempre tesi e questo dona molta forza visiva, liberando la corda dalla gravità, rendendo possibili molteplici interpretazioni.


Ciclotrama 50 "wind"


Janaina Mello Landini è laureata in architettura, e ha svolto studi di fisica e matematica, ed indubbiamente le sue opere hanno delle relazioni con queste materie, possiamo pensare ai frattali, dove singole forme si ripetono in continuazione in scala ridotta, come avviene per i filamenti, o alle serie matematiche, funzioni che portano a sequenze di numeri ben determinate, come lo sono il numero dei filamenti che cresce con l'allontanarsi dalla superficie, aspetto che l'artista ha sottolineato nell'opera "Ciclotrama 177 - Fibonacci" dove riporta per ogni snodo il numero dei filamenti che lo compone.


Ciclotrama 177 "fibonacci"


Forse l'attrazione che si prova per queste forme sta nel fatto che esse ci riconducono ad uno schema che in natura è molto diffuso, pensate al nostro sistema circolatorio, al sistema nervoso, al delta di un fiume, agli alberi, alle nervature delle foglie. Ma possiamo vederci anche forme astratte, giochi di colore, strane creature, ragnatele, alcune forme possono anche assumere un aspetto inquietante, di abbandono, o di prigionia.


Ciclotrama 125 "aglomeracao"


Ciclotrama 36 "labirynthe"


Ciclotrama 172 "palindrome"


Quindi questa è l'arte, la capacità di comunicare con una semplice corda ed una grande idea tutto questo e chissà cos'altro, perché questo è quello che vedo io, e mi piace. E voi, cosa vedete nel ciclotrama?










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