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Bologna: la città più porticata al mondo

Aggiornamento: 5 giorni fa

L’altro giorno stavo parlando di Bologna con mia madre, lei marchigiana ma cresciuta a Bologna da quando aveva 10 anni, ci ha passato l’infanzia, l’adolescenza, costruendosi la sua famiglia e la sua vita. Ha abitato sia il centro storico, sia la periferia, dove vive tuttora, senza mai avere il minimo dubbio se cambiare città o tornare nelle Marche. Quando le ho chiesto cosa le piacesse di questa città, non ci ha pensato qualche secondo, non mi ha fatto un elenco di cose, ma mi ha dato una risposta certa, semplice e diretta: Adoro Bologna per poter arrivare a S.Luca anche se piove o nevica facendo tutti i portici”.


Foto di Giulia Santinami - Profilo Instagram @lagiulia_fotografa


I portici, nominati patrimonio dell'Umanità UNESCO, con i loro quasi 62 km di lunghezza, di cui 40 km solo nel centro storico, rendono la città felsinea unica non solo in Italia ma in tutto il globo, in quanto non esiste al mondo una città più porticata di Bologna. Abbiamo poi un altro record legato ai nostri portici: abbiamo infatti il più lungo portico continuo al mondo, San Luca, con i suoi 3.796 metri di lunghezza e le sue splendidi 666 arcate.

...e qualunque Bolognese, o abitante di Bologna, sa cosa vuol dire quando, guardando il colle della Guardia, vedi da lontano la basilica di San Luca con i suoi portici: sei finalmente tornato a casa!


Foto di Salvatore Cafarella - Profilo Instagram @salvatore_cafarella


Quando ho iniziato a viaggiare, anche solamente in Italia, rimasi da un lato delusa, dall’altro orgogliosa che solo Bologna avesse i portici ovunque. Prima, ho sempre ignorantemente pensato che i portici fossero una cosa comune di qualsiasi città, che ovunque andassi li avrei trovati, pensando “ma come fa una città a non avere i portici?”, quasi come fosse scontato averli. Piacevolmente li ho ritrovati in alcune città, come nella nostra vicina Modena, o Torino, coi suoi 18km (comunque non pochi) ma erano solo accennati in alcuni palazzi o vie.


"Firenze è magra, longilinea. Invece a Bologna, i portici, gli archi, le cupole, tutto fa pensare a una rotondità carnosa. Lo stesso dialetto, l’accento, sono abbondanti e tondeggianti" (Guido Piovene)

Foto di Stefano Alvisi - Profilo Instagram @bolognacasamia


Ma come mai Bologna ne ha così tanti? E perché proprio questa città e non un’altra? La prima testimonianza risale al 1041 e l’Università di Bologna, la più antica al mondo, attirava in città sempre più studenti e accademici, per non parlare del forte incremento della popolazione dovuto anche all’immigrazione dalle campagne vicine. Bisognava trovare una soluzione perché si stava andando incontro a una vera e propria emergenza abitativa, che richiedeva l'esigenza di creare più spazi abitativi.

I cittadini decisero quindi di aumentare la cubatura delle proprie case, ampliando i piani superiori con la creazione di sporti in legno sorretti dal prolungamento delle travi portanti del solaio e, in caso di forte sporgenza, da mensole dette beccadelli. Con il passare del tempo, gli sporti aumentarono in grandezza, per cui fu necessario costruire colonne di sostegno dal basso, che ne impedissero il crollo e con spazio sufficiente per fare passare una persona a cavallo, col cappello. Fu così che nacquero i portici.

"A Bologna i portici tengono in piedi le case hanno i reumatismi e le artriti di braccia operaie" (Samuele Bersani)

Foto di Davide Gazzotti - Profilo instagram @davigzt


Col tempo inoltre, i portici non furono apprezzati solamente per lo spazio guadagnato, ma anche per la loro utilità nel permettere a chiunque, cittadini, studenti, turisti, di attraversare la città con qualunque condizione atmosferica. Ancora oggi, le persone vanno comunque in centro con o senza pioggia, esclamando proprio la frase: “Andiamo in centro, tanto se piove ci sono i portici”.


Il complesso di portici che termina alla basilica di San Luca, è stato invece costruito più tardi, ma per motivi analoghi. Fu costruito tra il 1674 e il 1739 per motivi religiosi: era necessario infatti proteggere i fedeli che ogni anno assistevano alla processione dell'immagine sacra della Madonna di San Luca fino al centro storico, un rituale ancora oggi celebrato.

"Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l’anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: Com’è bello! " (Stendhal, descrivendo la bellezza del Portico di San Luca)

Foto di Diana Rambaldi - Profilo Instagram @dianarambaldi_photo





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