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Advancing Women Artists: Recupero, restauro e valorizzazione di opere d’arte tutta al femminile

Aggiornamento: 5 giorni fa

Che ci fosse disparità nell’arte tra artisti uomini e donne, non è una novità, così come in altri settori, ma è rassicurante pensare che c’è qualcuno impegnato nel recupero e nella valorizzazione di opere realizzate da sole artiste donne, i nomi e i volti meno noti del nostro immenso patrimonio artistico, conservato in chiese e musei della Toscana. Quel qualcuno è AWA, ovvero Advancing Women Artistis. Questa associazione no-profit è stata fondata nel 2009 da Jane Fortune, conosciuta a Firenze come Indiana Jane, in quanto l’associazione ha sede sia nel nostro capoluogo toscano ma anche a Indianapolis, Indiana, e proprio Jane oltre che fondatrice ne è stata la presidentessa. Un soprannome perfettamente appropriato per lei, essendo un’ appassionata d’ arte dell’ Indiana, alla ricerca di tesori perduti da recuperare.

Il suo lavoro però era cominciato tre anni prima la fondazione di AWA. Jane infatti si era casualmente imbattuta nel Museo San Marco di Firenze, in un dipinto dell’artista del 500 Plautilla Nelli, e aveva deciso di finanziare lei stessa il restauro.


La missione dell’associazione è sponsorizzare il restauro di opere d’arte e promuovere la ricerca sulle artiste. Dal 2018 infatti AWA ha restaurato 70 dipinti e sculture dal XV secolo al XIX secolo. È impegnata persino nel supportare la creazione di materiali ed eventi educativi, persino libri, documentari televisivi, seminari e conferenze. L’obiettivo finale però, è quello di fornire all’arte femminile uno spazio espositivo esclusivo, o come diceva Jane, “uno spazio tutto loro” a Firenze, sua città adottiva, con altri spazi collegati in tutto il mondo dove poter esporre le opere, per poi farle tornare permanentemente in Toscana.

Come se non bastasse, Awa sostiene ogni anno un programma annuale di premi in onore di tutte quelle persone che hanno contribuito alla cultura di Firenze, città amata dalla fondatrice, come direttori di musei, restauratrici e artisti contemporanei. Questi premi sono stati ideati proprio con lo scopo di dare un riconoscimento e lodare l’impegno di tutte le donne nel settore delle Belle Arti che si impegnano costantemente ogni giorno per valorizzare Firenze e il suo patrimonio artistico.


Jane purtroppo si è spenta nel 2018, lasciando però vivo il frutto del suo lungo lavoro durato ben 25 anni che l’ha vista fondatrice e creatrice di questa associazione e di un team tutto al femminile che continuerà a lavorare al suo progetto fino al 2020, anno in cui Advancing Women Artists ha annunciato la sua chiusura ed è pronta a “passare il testimone” ai dirigenti dei musei di tutto il mondo per portare avanti gli sforzi finora compiuti per salvaguardare, presentare al pubblico e promuovere l’arte al femminile. Prima di morire però Jane, nel 2017, annunciò già che il suo impegno e la sua partecipazione ad AWA si sarebbero conclusi con la presentazione dell’opera Ultima Cena della sua musa, Plautilla, dichiarando di aver fatto “la sua parte per Firenze” e di dedicare le sue risorse ed energie a Bloomington, nell’Indiana, presso il Sidney and Lois Eskenazi Museum of Art dell’Università dell’Indiana. Inoltre prima della sua morte, ha istituito anche il Jane Fortune Fund for Virtual Advancement of Women Artists, la cui missione è quella di riunire e condividere le ricerche di AWA, dell’Eskenazi Museum of Art e dell’Università dell’Indiana finalizzate alla realizzazione del più grande database al mondo dedicato alle artiste internazionali dal 1500 al 1800 – giustamente chiamato ‘A Space of Their Own’, ovvero ‘Uno spazio tutto loro’, proprio perché Indiana Jane si è resa conto che per consentire una visibilità a lungo termine e di vasta portata a più artiste in tutto il mondo, la sua visione avrebbe dovuto essere virtuale. ILARIA PUDDU fonte: Advancing Women Artists Foundation




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